Versi ispirati da alcune sculture della mostra : “Lo stile della completezza”
Comune di Napoli- Assessorato
alla cultura- Maschio Angioino- Napoli
“Corrosione…il cuore”
Uno scudo di protezione
Verso una qualsiasi azione
Della nostra società
Che armi in quantità ha.
E’ stato forato da lance e spade
Che hanno voluto un cuore imprimere,
un messaggio di pace che vuol sopravvivere.
“Lo schema non ci lascia volare”
La terra chiude le frontiere all’arte, è con l’evasione, il
volo, che si raggiunge quel territorio proprio alla libera espressione, forse
il cielo, sopra le nubi che oscurano il sole, fonte di nutrimento della
fantasia e dell’inventiva, dalla razionalità offuscate
e dall’uomo dimenticate.
“Corrosione…il sentire”
Sento, una dolce musica
Sento un forte sentimento
Sento, di essere pronto
Sento, che grande parola
Ascolto, che ricco significato
Conservo, importante azione.
Tutto avviene nel puro, nel bianco
Presente finchè il sentire non
fora,
non abitua il puro ad essere forato,
il bianco ad essere articolato.
“Corrosione…il muro”
Un’orsa guarda le mura che la circondano,
spigoli la minacciano continuamente,
il bianco le ricorda il Polo,
vuole tornare a casa.
Nota un foro, le permette di guardare fuori,
è lontana da casa.
Nota una parte corrosa, consumata dal sole estivo,
non tornerà a casa.
Sono i folli pensieri,
intrappolati tra mura,
spesse mura di quotidianità.
“Corrosione…la terra”
La Terra, pianeta in bilico,
circondato dal vuoto,
in eterno pericolo di crollo.
Terra di meraviglie,
esempio di perfezione,
ospite paziente,
dalla volta celeste adottata,
forte e superiore,
perdona ogni cosa,
cercando di rimarginare le ferite riportate,
dal suo grande essere.
“Corrosione…il pensiero”
Il pensiero è la fonte,
senza, nulla è realizzabile.
Il pensiero è inarrestabile,
è sempre in movimento,
produce idee.
Lavora, si immette,
arriva alle viscere,
all’origine di un elemento.
Non è lineare,
è sottile o spesso,
è insulso o importante:
E’, questo è fondamentale.
“Corrosione…il tempo”
Eravamo prigionieri del tempo orizzontale,
con i suoi schemi,
la sua circonferenza.
Con un atto eroico,
rompemmo la clessidra concentrica,
lavorammo la semplicità dell’andamento delle cose.
Ci sentimmo liberi,
ma presto,
troppo presto,
ci accorgemmo di non essere nulla senza tempo,
volevamo riparare il vecchi cerchio,caro cerchio; fu
impossibile.
Nel tentativo ci costruimmo inconsapevolmente un nuovo
schema,
stavolta con dolorosi e freddi spigoli,
che ci ostacolano il naturale svolgimento delle cose,
abbiamo rotto la perfezione per creare…il dilemma.