Lo scultore in
volo
Una strada piena
di gatti, una piccola palazzina antica, una porta di legno :
eccoci arrivati nel cuore di
Patrizio Zona.Uno studio basso girato a
volte, due stanze di media grandezza, tante e tante sculture
rappresentanti la
libertà, la difficile liberà nel mondo d’oggi.
Nella prima
stanza si mostrano tutti i “prodotti” finiti.Stanza d’ispirazione per ogni visitatore,per ogni
tipo
d’artista ! Tutte queste sculture
rappresentano qualcosa di serio e di assoluto, come la forza della natura
o la libertà , entrambe espresse in modo
ironico.
Mi colpisce una enorme scultura chiusa nel cellophane.Chiedo
a Patrizio di mostrarmela,spiegarmela.
Mi dice che si
tratta del “ Grande volo per Tintagel “.Mi piace molto, mi pare rappresenti il primo volo
di un gruppo di uccellini.Ossia
la fuoriuscita dal ventre materno , la conquista della
libertà.
Guardo la
scultura che è di fianco e vedo un alto cilindro interrotto da uccelli in volo:
mi piace ,mi fa
pensare
agli uccelli migratori che portano operosi,da un luogo ad un altro, quel
che hanno visto ed
appreso.
Ancora, per i
suoi colori brillanti,una scultura che mi è piaciuta
molto,ha per titolo : “Volo nero su fram-
mento I “. Chiedo con quale materiale sia stata
realizzata,Patrizio mi risponde che è di bronzo.
Questa scultura
mi ha colpito per la sua lucentezza e composizione, per i pieni e per i vuoti,
per il
brillante ed il cupo che emergono da una base nera.Tutto ciò mi ispira un pensiero: piena o vuota che
sia la vita, c’è sempre per tutti un attimo
di volo libero, ed è per questo che siamo uguali, ma diversi .
Le altre sculture , anch’esse molto belle, esprimono la tensione verso l’alto
e l’anelito verso la
felicità e la gioia.Trovarsi
in queste stanze magiche è come stare nell’ “ Isola che
non c’è “, con
Patrizio Pan che
ci porta ala scoperta di un suo “ Nuovo mondo “.
Poi Patrizio mi
guida verso la sua “ Zona laboratorio “.Mi sono
incuriosita e sorpresa osservando il
luogo di lavoro
di uno scultore: i due tavoli pieni di arnesi e di riproduzioni in miniatura,
il piano di
lavoro disseminato di utensili, ed ovunque una
patina di polvere bianca che avvolge sovrana la stanza .
Per un po’ mi
sono sentita anch’io una statua.
Devo ammettere
che la fantasia di Patrizio “ Peter Pan “ supera l’ “
Isola che non c’è “ per volare
felicemente verso la penisola o “ il continente che
c’è “. Complimenti Patrizio ! Anche questa volta
sei riuscito a portare a termine la missione
! Sei riuscito a portare il messaggio di libertà col le
tue
sculture, a sconfiggere tutti i capitani di
ventura che hai trovato,numerosi,disseminati lungo il tuo
difficile percorso ! Bravo !
Napoli , 23 ottobre 2003
(
anni 12 )