Come ogni artista è figlio del passato : il suo privato , ma anche quello di tutti coloro che l’hanno preceduto.

Come ogni artista è figlio del presente, che avverte , capta ed interpetra con sensibilità. Come ogni artista è figlio di un futuro , che anticipa, che scruta.

E’ un artista vero , Patrizio Zona , giovane napoletano pluridecorato al valore artistico , invitato nelle principali mostre internazionali e coccolato dalle gallerie private. Le sue sculture – totem protesi verso l’alto – sono il frutto di scarnificazioni, sofferte ma non troppo. La materia è come scartocciata, è il giocattolo di un bambino smontato per vederne i meccanismi e rimontato perché riprende a funzionare.

La creta è scavata e rimessa al suo posto. E il bronzo si trascolora dei mille riflessi del metallo, reso nobile e nel contempo frutto di un lavoro pesante. Ricordano la danza, le sculture di Patrizio Zona. Ricordano, le sue opere, quella sfida continua alla legge di gravità e quell’apparente dicotomia tra la leggerezza impalpabile del volo e la concretezza tangibile del corpo. Sembrano antiche, anzi ancestrali, le sculture di Zona. Richiamano l’arte primitiva degli archetipi, eppure è forte l’influenza della lezione futurista, di Boccioni in particolare. Ma non è solo l’arte a smuovere la sensibilità degli artisti. Punto focale della mostra in San Vitale saranno due torri di bronzo, simbolo dell’attacco dell’!! settembre che ha infranto le incertezze di una parte del mondo. E anche ha reso tutti più fragili.

 

Caffi