L’ergersi pian piano sempre più per riuscire ad elevarsi fino a staccarsi dal suolo e potersi liberare nel grande spazio siderale dove tentare di fluttuare per competere – impossibile confronto – nell’immenso universo è stato il sublime sogno dell’uomo, dell’artista, dello scultore.

E la identificazione plastica del volo , che volle tentare la caparbietà presuntuosa di Icaro e della biblica “ Torre di Babele “ o del colosso di Rodi  e il rischio stimato e calcolato dall’intuito di Leonardo è , ancora oggi , l’emblema di una razionale metamorfosi che prende lo scultore quando mediante delle forme sinuose, fissa nella materia adoperata , l’evoluzione impalpabile ed astratta del movimento.

E dare lievità , mediante i vuoti ed i pieni , ad una materia pesante fino a renderla , nella sua duttilità , capace di svettare per l’eterea immagine della libertà è competente maestria.

 

Vito Cracas